Vivere la scuola non più come un confine, ma come una finestra aperta sul mondo. È questo il cuore dell’esperienza Erasmus+, un percorso di mobilità che ha visto protagonisti docenti, dirigenti e studenti in un viaggio di crescita professionale, umana e culturale attraverso l’Europa.
Dal sole dell’Andalusia al fascino della Francia del nord, passando per l’inclusione e l’innovazione digitale, ecco cosa significa davvero fare scuola senza frontiere.
La prima tappa del viaggio ha portato i docenti italiani all’IES Fernando Aguilar Quignon di Cadice, in Spagna. Ad accoglierli, un clima scolastico fatto di ambienti curati, spazi organizzati e una forte attenzione al benessere psicologico degli studenti.
Un dettaglio su tutti? Al posto della classica e stressante campanella, le lezioni e gli intervalli sono scanditi da brevi brani musicali. Una scelta apparentemente semplice, ma dal forte impatto sul clima della scuola.
Durante l’osservazione del lavoro dei colleghi stranieri, i professori hanno potuto approfondire metodologie didattiche come la gamification e la flipped classroom. Di grande interesse sono stati i laboratori professionali — dall’ottica alla falegnameria e carpenteria — dove è emersa una collaborazione proficua tra insegnanti curricolari e di sostegno. In particolare, il percorso di ottica ha offerto spunti preziosi per un modello didattico fortemente orientato alla pratica e al saper fare.
Uno dei momenti più intensi e significativi della mobilità ha riguardato l’inclusione scolastica: gli alunni partecipanti alla mobilità di gruppo hanno vissuto l’immersione nella lingua spagnola come un potente stimolo emotivo e cognitivo, che le ha permesso di rafforzare l’autostima e sperimentare nuove strategie comunicative. Il segreto del successo? L’uso strategico e quotidiano delle tecnologie digitali: tablet e sintesi vocale per facilitare l’ascolto e la comprensione; App di traduzione per superare in tempo reale le barriere linguistiche; mappe concettuali per fruire dei contenuti alla pari con i compagni spagnoli.
La mediazione dei docenti accompagnatori è stata un ponte: uno strumento strategico per spingere gli alunni verso l’autonomia e favorire un’interazione diretta e naturale con la classe ospitante.
Le esperienze di docenti ed alunni del Majorana sono proseguite a Douai, in Francia, dove l’attenzione si è concentrata sui settori professionali legati all’enogastronomia e all’ospitalità: cucina, sala, accoglienza e pasticceria. Osservare gli studenti francesi all’opera e confrontarsi direttamente con i colleghi d’oltralpe ha permesso di arricchire il bagaglio metodologico dei docenti italiani e di stringere nuovi accordi di cooperazione internazionale.
Parallelamente, la Dirigente Scolastica ha vissuto un’intensa esperienza di job shadowing tra Cadice e Douai, focalizzandosi sui modelli gestionali esteri. Esaminare le dotazioni tecnologiche, i laboratori e le scelte organizzative degli spazi comuni ha fornito idee e visioni concrete che potranno essere replicate per rinnovare gli ambienti della scuola di provenienza.
Un’esperienza immersiva, altamente professionalizzante e ricca di stimoli culturali e sociali. È questo il bilancio della straordinaria mobilità Erasmus+ vissuta dagli studenti dell’indirizzo audiovisivo dell’Istituto Majorana, che hanno avuto l’opportunità di formarsi e confrontarsi presso il prestigioso istituto IES Albaida – Imagen y Sonido di Almería, in Spagna.
Il cuore pulsante del percorso formativo è stato il gemellaggio con i coetanei spagnoli. Gli studenti del Majorana si sono cimentati direttamente sul campo, partecipando attivamente alla realizzazione di un cortometraggio nel ruolo di comparse e lavorando fianco a fianco con i colleghi locali anche nelle delicate fasi del montaggio. Un banco di prova fondamentale per toccare con mano le dinamiche di una vera troupe cinematografica e mettere in pratica le competenze teoriche acquisite a scuola.
Accanto all’attività laboratoriale, il soggiorno in Andalusia si è trasformato in un viaggio alla scoperta del territorio, articolato in due tappe chiave. La visita all’Alcazaba di Almería e lo studio degli antichi sistemi idraulici arabi hanno permesso di unire la storia medievale a una profonda riflessione sulla tutela dell’acqua. Gli studenti poi si sono immersi nella straordinaria tradizione cinematografica della regione, esplorando le iconiche scenografie western di Mini Hollywood e visitando la Casa del Cine, la storica foresteria legata anche al soggiorno di John Lennon nella città andalusa.
L’accoglienza all’interno dell’IES Albaida ha rappresentato un modello virtuoso di inclusione. L’istituto si è distinto per la forte sensibilizzazione verso la parità di genere e l’emancipazione femminile offrendo alle studentesse preziosi spunti di crescita e nuovi orizzonti per il futuro. Particolare attenzione è stata riservata anche al supporto di studenti con bisogni speciali, confermando l’importanza di una scuola aperta a tutti.
Le mobilità Erasmus+ non hanno offerto soltanto competenze tecniche e tecniche di settore, ma si sono rivelate occasioni di straordinaria maturità relazionale. Vivere e lavorare in un contesto internazionale ha rafforzato negli studenti del Majorana il senso di appartenenza a una comunità europea sempre più unita, aperta e inclusiva.
A fare da fil rouge all’intero progetto è stata la sostenibilità ambientale. Dalle buone pratiche osservate nei laboratori — come la gestione responsabile dei rifiuti e la raccolta differenziata spinta — è emersa una chiara consapevolezza ecologica che gli istituti partecipanti porteranno nel loro bagaglio quotidiano.
L’esperienza Erasmus+ si conferma così molto più di un semplice viaggio: è un laboratorio di idee, un antidoto alla routine e la prova tangibile che la scuola del futuro si costruisce condividendo passioni, culture e visioni oltre ogni confine.
Prof. Zina Vitarella
0